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Eurozona

riparte l’economia

Nell’eurozona, dopo periodi di crisi, la crescita economica si appresta ad uscire dal tunnel. Occorre favorire una maggiore integrazione europea per tutelare meglio l’interesse dei cittadini

"I progressi compiuti negli ultimi tre anni per stabilizzare e rafforzare l’area dell’euro sono reali. Si sta rimettendo in moto la crescita. La strada da percorrere è tracciata con chiarezza. E non ci fermeremo fino al completamento dell’unione monetaria" perché "è nel nostro interesse". Lo sottolinea il presidente della Bce Mario Draghi in un intervento a New York, in occasione della consegna del Global Citizen Award dell'Atlantic Council. "Quando l’integrità dell’area dell’euro è stata in pericolo - ricorda Draghi - lo è stata anche la prosperità mondiale. Allo stesso modo, il ritorno dell’economia dell’area su un percorso di crescita durevole, sotto l’impulso della nostra politica monetaria, è una buona notizia per tutti, in qualsiasi parte del mondo". Draghi evidenzia come "l’area dell’euro riveste importanza cruciale nell’economia mondiale" anche perché "l’integrazione europea costituisce di gran lunga il più avanzato esperimento di gestione di questioni che valicano le frontiere, attraverso una combinazione di accordi internazionali e sovranazionali". "Tutta l’esperienza che abbiamo maturato, - ha aggiunto - la nostra sperimentazione del sovranazionalismo, i successi quanto i fallimenti, offrono informazioni di valore inestimabile per coloro che sono impegnati nella gestione di problematiche globali". "Molti sostengono che le nostre società non siano abbastanza omogenee da permetterci di agire come unione. Altri - aggiunge il presidente della Bce - invece affermerebbero che serve maggiore integrazione per beneficiare di tutte le economie di scala e di gamma realizzabili grazie alla nostra unione". "Mi schiero fermamente con questi ultimi e - conclude Draghi - con quanti ritengono che possiamo meglio tutelare l’interesse dei cittadini di ogni paese se rendiamo la nostra Unione più perfetta". 

 


 

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Mario Draghi