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La commissione d’inchiesta sollecitata dalle 23 Ong per i diritti umani avrebbe dovuto  svolgere indagini sui crimini di guerra, raccogliere e archiviare tutte le prove e identificare i responsabili, in vista di un processo. In questo modo il ciclo perverso d’impunità che ha contraddistinto 12 mesi di un conflitto la cui brutalità non conta molti precedenti, si sarebbe potuto interrompere. L’Olanda aveva raccolto l’appello delle Ong per i diritti umani, ma il 30 settembre ha dovuto ritirare la sua proposta di risoluzione di una commissione internazionale d’inchiesta per mancanza di consenso. Il consenso, invece, l’ha ottenuto una risoluzione presentata dall’Arabia Saudita e dallo Yemen. Il testo, approvat
o il 2 ottobre (grazie al voto dei paesi asiatici, che in precedenza avevano garantito la nomina dell’ambasciatore saudita presso le Nazioni Unite a capo della commissione che raccomanda gli esperti sui diritti umani), non fa alcun riferimento agli attacchi della coalizione a guida saudita e chiede all’Alto commissario Onu per i diritti umani di coadiuvare la commissione nazionale d’inchiesta istituita dal governo dello Yemen (appoggiato da Usa, Regno Unito e ovviamente dall’Arabia Saudita) per far luce sulle violazioni del diritto internazionale umanitario commesse nel corso del conflitto. Dopo queste notizie certo non confortanti, il mondo intero rimane impassibile all'incremento del reclutamento di bambini soldato nello Yemen. Quest’anno sono oltre 600 i casi di reclutamento, documentati dall’Unicef; si tratta di un numero quattro volte superiore ai 156 casi accertati nel 2014. Nello Yemen i bambini vengono usati dai gruppi armati, ai posti di blocco o per portare armi ed il reclutamento (dei minori) sta avvenendo da entrambe le parti coinvolte nel conflitto. Secondo il portavoce dell'Unicef Christophe Boulierac sono almeno 505 i bambini uccisi e 702 quelli feriti dal 26 marz
o in Yemen, ovvero dall'inizio dei raid aerei lanciati dalla coalizione guidata da Riad per fermare l'avanzata dei miliziani sciiti houthi su richiesta del presidente Abd Rabbo Mansour Hadi. Ma non solo ; ci sono anche 1,7 milioni di giovani a rischio malnutrizione. ''Le condizioni dei bambini stanno peggiorando di giorno in giorno, questo è orribile'', ha detto Boulierac spiegando che i bambini vengono uccisi non solo in raid aerei, ma anche in combattimenti per le strade. Nello Yemen l'80 per cento della popolazione ha meno di 18 anni e circa dieci milioni di bambini necessitano disperatamente di aiuti umanitari: i bambini rischiano di morire più per malattie curabili che per le bombe o i proiettili.  Inoltre è triplicato quest'anno il numero di bambini sotto i cinque anni colpiti da una grave malnutrizione, diventando 537mila rispetto ai 160mila di prima dello scoppio del conflitto. Secondo dati delle Nazioni Unite, sono almeno 2.355 i civili rimasti uccisi in Yemen nel conflitto in corso da marzo e 4.862 quelli rimasti feriti. A questi numeri si aggiungono i circa 1,4 milioni di yemeniti costretti ad abbandonare le loro case per la guerra in atto.

 
 

Yemen, la guerra dei bambini soldato

Quest’anno sono oltre 600 i casi di reclutamento, documentati dall’Unicef; si tratta di un numero quattro volte superiore ai 156 casi accertati nel 2014. Nello Yemen i bambini vengono usati dai gruppi armati ai posti di blocco per portare armi; il reclutamento dei minori sta avvenendo da entrambe le parti coinvolte nel conflitto.

Abd Rabu Mansour Hadi

Christophe Boulierac