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Sono sempre più frequenti e numerose le notizie che ci pervengono dagli Stati Uniti d’America che vedono minori  vittime dell'eccessiva diffusione delle armi. Recentemente una  bambina di otto anni è morta a White Pine in Tennessee dopo che è stata colpita da un proiettile al petto che, secondo la polizia, è stato sparato da un bambino di 11 anni. Lo sceriffo della contea di Jefferson ha arrestato il piccolo che ora è accusato di omicidio volontario, cosa possibile negli Stati Uniti nonostante sia
un bambino. La polizia ha trovato un fucile calibro 12 ed una pistola a piombini. Lo sceriffo della contea di Jefferson ha reso noto che il fucile appartiene al padre del ragazzo. Secondo quanto dichiarato dalla madre della bambina, Latasha Dyer, la piccola giocava nel giardino di casa quando le si è avvicinato il bambino, che abita nella casa accanto, chiedendole di poter giocare con il suo cagnolino. La bambina gli ha risposto no e poco dopo il bambino le ha sparato. La donna sostiene poi che in passato aveva avuto problemi di bullismo con il bambino e ne aveva anche parlato con il preside della scuola che i due bambini frequentavano. Questo episodio ci deve far riflettere. Negli Stati Uniti circolano 357 milioni di armi, vale a dire più di una ad abitante, visto che secondo l'ultimo censimento gli americani sono 317 milioni. E' questa la stima che fa il Washington Post aggiungendo ai dati del Bureau of Alcohol, Tobacco, Firearms and Explosives, aggiornati al 2013, sulla produzione delle armi quelli sulle armi importate, e sottraendo quelle esportate. Si tratta di una cifra enorme che conferma il trend evidenziato nell'ultima ricerca sull'argomento pubblicata dal Congresso nel
2012, appena un mese prima del massacro nella scuola Sandy Hook, costato la vita a 27 persone, di cui 20 bambini. Questa ricerca  delineava una curva in ascesa: nel 1996 vi erano 242 milioni di armi civili, nel 2000 259 milioni e nel 2009 erano diventate 310 milioni. Nel primo anno della presidenza di Barack Obama si è quindi registrato, per la prima volta, il sorpasso del numero delle armi rispetto al numero degli abitanti. Un effetto dovuto al fatto che durante gli anni di presidenza di George Bush non sono state rinnovate delle leggi di controllo varate dalla presidenza Clinton, ma anche a quello che gli esperti chiamano "l'effetto Obama". Gli sforzi e i discorsi fatti dal presidente democratico per aumentare i controlli sulle vendite delle armi hanno l'effetto contrario di farle aumentare, perché spinge "i possessori di armi a comprarne di più e anche chi ancora non le ha, a comprarle finché è possibile farlo".







 

Il presidente Obama ha richiesto agli americani di cambiare la legge sulla vendita delle armi. L’impegno di Obama trova una forte resistenza nel Congresso che addirittura blocca la raccolta di dati su come poter ridurre le morti derivanti da armi da fuoco.

Usa, un’arma

per ogni abitante